
Liberalizzazioni, Taxi: decreto Governo, il no dei tassisti
I tassisti di tutta Italia si sono coalizzati per un NO! decisivo alle liberalizzazioni taxi del nuovo decreto legge del governo di Mario Monti. Le proteste sono iniziate martedì nella capitale per poi coinvolgere atre città del paese: Napoli, Milano, Torino e Genova. Perché questo no categorico della categoria alle liberalizzazioni taxi? Cosa comporterebbe?
Si legge dal decreto del governo, che sarà vagliato a Palazzo Chigi nella giornata di domani venerdì 20 gennaio:
1. L’incremento del numero delle licenze,
2. La possibilità per i titolari di averne più d’una,
3. Nuove licenze part-time,
4. Orari più flessibili,
5. Extraterritorialità,
6. Tariffe più flessibili.
Chiara è la risposta dei tassisti alle liberalizzazioni taxi con lo slogan: “una licenza, un proprietario, un turno e un territorio”.
Gli scontri avvenuti al Circo Massimo a Roma nella giornata di martedì hanno dimostrato che i tassisti non cederanno al governo ma che non c’è nemmeno coerenza fra di loro; indecenti le risse avvenute fra i tassisti romani e quelli napoletani che dovrebbero invece coalizzarsi nella lotta comune.
I sindacati dei tassisti di tutta Italia hanno elaborato una loro proposta per la delegazione di governo inerente: l’assegnazione delle licenze, il ruolo dell’authority dei trasporti e le competenze dei sindaci. Proposta presentata alle 12 di oggi.
Intanto la Prefettura di Roma ha diffidato i tassisti romani, li ha avvisati che qualora interrompessero il servizio per protesta alle liberalizzazioni taxi dovrà procedere con la precettazione avvisando i Vigili Urbani della capitale di controllare le aree addette al servizio taxi e di comunicare l’interruzione delle turnazioni.







